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Campylobatter e Cochlosoma
Ecco due seri problemi dei Passeri del Giappone
Da molto tempo i Passeri del Giappone vengono utilizzati per l'allevamento dei piccoli del Diamante di Gould.
Specie non presente allo stato selvatico, si conferma sempre più la soluzione ideale per la pazienza e la costanza che dimostra nel ruolo di balia.
Tante se ne sono dette su questa "tecnica" di allevamento non ultima quella dell'imprintare in modo errato i giovani Diamanti di Gould che a loro volta una volta adulti sarebbero incapaci di allevare i loro piccoli in quanto non riconosciuti da loro stessi come Diamanti di Gould.
A parte questi "racconti" credo che il problema sia da ricercare sicuramente nell'esigenza che un allevatore che lavora in selezione ha nel momento in cui deve organizzare il proprio lavoro con i suoi riproduttori seguendo determinati schemi che la genetica suggerisce in modo concreto.
Il Diamante di Gould è un esotico difficile e non sempre cova le sue uova o alleva i suoi piccoli e questo sicuramente non è facilitato dal fatto che gli allevatori utilizzino le balie , sono convinto in ogni caso che anche in natura questo stupendo estrildide non si comporti in modo proverbiale nei confronti di una sua futura prole e che , a parte i problemi di acariasi respiratoria che lo affliggono in Australia, uno dei motivi che minacciano la sua estinzione sia anche questa sua difficoltà in fase riproduttiva.
Utilizzare Passeri del Giappone espone l'allevatore a parecchi rischi dal punto di vista sanitario e , a parte la loro predisposizione a fenomeni di coccidiosi evidenti, ci sono due patogeni di cui risultano essere portatori sani ; si tratta del Campylobacter jejuni e del Cochlosoma spp.
Il Campylobacter provoca mortalità nei nidiacei e durante il periodo dello svezzamento; laddove non uccide l'animale provoca dissenteria debilitando il soggetto in modo evidente.
Il fegato è l'organo ad essere maggiormente colpito ed il suo ingrossamento con necrosi diffuse sulla sua superficie sono conseguenze che pregiudicano gravemente la salute del soggetto.
A livello dell'intestino si possono presentare enteriti catarrali con conseguente presenza di semi indigeriti nelle feci.
Il suo periodo di incubazione va da 5 a 15 giorni ed il trattamento antibiotico efficace risulta essere a base di eritromicina, amoxicillina e tetracicline.
Il Cochlosoma spp è un protozoo molto insidioso soprattutto nei confronto dei soggetti giovani da 10 giorni al mese e mezzo di età in cui provoca evidente debolezza e dimagramento.
La presenza di semi indigeriti e muco giallastro nelle feci ne fa presagire la sua presenza.
Il Ronizadolo rusulta essere il trattamento più efficace per il controllo di questo patogeno.
L'allevatore che utilizza le balie dovrebbe tenere conto di questi due patogeni intervenendo preventivamente nei loro confronti per non avere spiacevoli sorprese in piena stagione riproduttiva.
Diego Toscani